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Come seguire la dieta vegana

Sempre più spesso sentiamo parlare della dieta vegana, una scelta alimentare che conquista sempre più persone, desiderose di alimentarsi senza sacrificare il mondo animale.

A differenza dei vegetariani, infatti, i vegani decidono di escludere qualsiasi elemento di origine animale dalla loro dieta, quindi compresi anche uova e formaggi. Per chi si avvicinasse per la prima volta a questa scelta alimentare, esistono però cinque consigli che potrebbero rendere il cammino più semplice.

 

 

  •  Riduzione del cibo: passare a un regime vegano non significa fare una dieta dimagrante. Il fatto che molti vegani dimagriscano naturalmente deriva dalla salubrità dei cibi, dal benessere riconquistato dall’eliminazione della carne, non di certo perché le porzioni siano state ridotte. Un regime vegano non impone di mangiare meno, bensì di fornire tutte le calorie di cui il corpo ha bisogno ogni giorno: vietato, quindi, scendere sotto le soglie minime di calorie e sostanze nutritive raccomandate, con l’illusione che magiare meno significhi pesare meno sull’ambiente;
  • Vitamina B12: si tratta di un argomento caldo per molti vegani, tanto che sul Web esistono le più svariate interpretazioni. Innanzitutto, il corpo immagazzina a lungo la Vitamina B12, quindi chi ha appena intrapreso un percorso vegano non dovrà rendersi facile vittima di ansie. Inoltre, sebbene contenuta principalmente in latte e uova e altri prodotti animali, la vitamina è rinvenuta anche in moltissimi cereali o in appositi integratori biologici. Secondo la scienza, la B12 è essenziale per lo sviluppo e il mantenimento del sistema neurologico ;
  • Cibo scatolato: essere vegani non significa solamente nutrirsi di vegetali, non bisogna quindi cadere nella tentazione di acquistare prodotti o cenette preconfezionate, a meno che non si sia certi della loro composizione, perché potrebbero essere comunque poco salubri per l’organismo. I prodotti della grande industria, infatti, spesso presentano concentrazioni troppo elevate di grassi e di sodio,  meglio, perciò, affidarsi all’ortolano di fiducia e cucinare da sé i propri pasti;
  • Spuntino: Per non correre il rischio di finire ad esempio a una cena aziendale in un ristorante privo di un menu vegan è sempre meglio portare con sé uno snack vegetale, qualora la zona di permanenza non fornisse alternative;
  • Desideri: è assolutamente normale che il corpo, e la mente, nei primi tempi continui a fornire input su una pietanza che si è deciso di abbandonare. Un po’ come il fumatore che sente il bisogno di accendersi una sigaretta, dopo anni di dieta onnivora il cervello potrebbe pretendere di soddisfare la voglia di una bella bistecca o di azzannare una fetta di prosciutto. Non bisogna mai cedervi perché, più si alimenta il desiderio, più sono elevate le possibilità che una voglia si riproponga.

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(2) Comments

  1. argomento molto interessante, anche se non sono vegana apprezzo chi ha fatto questa scelta che giova alla salute, io mi limito a limitare il consumo di alimenti di origine animale per il momento poi chissà in futuro…

  2. Pingback: upnews.it

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