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Cibo e salute umana, come le nuove malattie dipendono dagli animali

La Fao si è occupata di uno studio che riguarda la trasmissione e lo sviluppo delle malattie tra i vari organismi viventi, dall’uomo, agli animali, alla fauna selvatica. Ne è nata una strategia denominata “un’unica salute”, perché le relazioni che intercorrono tra di loro sono fortissime.

La continua espansione dei terreni agricoli in aree selvagge, insieme al boom a livello mondiale della produzione animale, ha messo maggiormente in contatto sia il bestiame che la fauna selvatica, come è aumentato anche il contatto dell’uomo con gli stessi animali. E’ quanto afferma il vice direttore della Fao Ren Wang. Questa considerazione, porta ad un’unica conclusione: la salute dell’uomo, degli animali e degli ecosistemi, non può essere affrontata in maniera separata; bisogna vedere un tutt’uno che ci spieghi le eventuali cause della comparsa di una malattia, la sua diffusione e il suo perdurare.
La possibilità da parte degli animali di contagiare con le loro malattie anche l’essere umano, diventa causa di grandi oneri per i paesi in via di sviluppo, perché incidono sulla sicurezza alimentare, sui mezzi di sussistenza e sulle economie nazionali e locali dei paesi poveri.
La globalizzazione e i cambiamenti climatici poi, aumentano i rischi per la sicurezza alimentare e la resistenza agli antibiotici da parte dei nuovi virus. L’incremento della povertà e situazioni igienico sanitarie scarse, restano tra le cause più importanti per la diffusione delle malattie. Prima si diceva della ricerca di nuove aree agricole ricavate da zone selvatiche per aumentare la produzione di cibo: proprio questo ha messo maggiormente in contatto la fauna selvatica e gli animali, permettendo la trasmissione di malattie infettive che da anni perseguitano gli uomini.

Il caso della Sars dà l’idea della catena che si forma tra i vari gruppi: i pipistrelli hanno contagiato le civette e dai mercati animali, si è arrivati all’uomo. La trasmissione avviene anche all’incontrario, quando cioè gli animali provocano malattie alla fauna.

Oggi è anche molto più facile il rischio di pandemia, perché si viaggia molto più che in passato sia da parte delle persone che della merce. Tutto questo permette agli organismi patogeni di muoversi con facilità e quindi potersi moltiplicare.
Da queste osservazioni nasce dunque il progetto “un’unica salute” dell’Onu che tende a seguire le relazioni tra ambiente, salute degli animali e salute dell’uomo in maniera completa, spingendo anche i vari esperti dei diversi settori da medici, veterinari, sociologi, ecologisti e economisti a collaborare per raggiungere obiettivi che affrontino il problema in maniera totale. E come ultimo passaggio, ma non meno importante, è necessario creare dei meccanismi di informazione più validi a livello internazionale, sulle eventuali malattie che si presentano, così come sulle migliorìe da apportare alle tecniche di allevamento del bestiame e la cura dello stesso ambiente in cui vivono

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